…un giudizio…
In questo celeberrimo affresco di Michelangelo – che accompagna da 5 secoli la rappresentazione pittorica della creazione dell’Universo – sono principalmente raffigurate due figure. Una a destra ed una a sinistra. Quella di destra appare con la barba bianca, quella di sinistra, invece, molto più giovane. Questo potrebbe quindi indicare che, se vi fosse da attribuire un ordine di causalità diretta tra chi e quando e per chi creare, non vi fossero dubbi di sorta nell’individuare che, colui che è più giovane, sia creato da colui che appare più vecchio.
Ad uno sguardo più attento, invece, l’affresco, che ricordiamo ricoprire per intero la Cappella Sistina di S.Pietro in Roma, presenta un particolare che invece è assolutamente straordinario. Benchè, quindi, possa difficilmente essere messa in dubbio l’età di chi crea e quando e con chi, è la mano della raffigurazione del più giovane che crea la parte relativa alla figura più vecchia. Infatti, tale mano, appare sganciata oramai dallo stringere od impugnare qualcosa, e addirittura appare come fosse stanca di avere fatto qualcosa. Evidentemente, Michelangelo, dagli studi sulla pietra scolpita, aveva tratto insegnamento che il tempo, e quindi il tempo della creazione, è un emergere negativo di qualcosa, che automaticamente invecchia, mentre la creazione, innova e ringiovanisce. Tale situazione configura molte realtà su cui discutere, ma di cui noi osserviamo principalmente le maggiori.
A) La parte destra del dipinto, quindi, dopo questa “gestald” appare provenire da una particolare destra ed andare verso una generica sinistra, come se si disperdesse, mentre, al contrario, dopo tale “gestald” è la parte sinistra a sembrare schiacciata e ferma, come ancorata a qualcosa. E’ quindi tale parte ad essere la creatrice di tutta la Cappella Sistina, nascondendo quindi ai più, che tutto ciò che vi è in ogni altro lato è il giudizio, quindi, ciò che è passato, mentre è il giudicato, ciò che è fermo, che è il futuro.
B) Di conseguenza abbiamo un movimento che è totalmente al contrario: il futuro si ritira nel giudicato e lascia al passato ogni giudizio. Totalmente.
C) Vi debbono essere quindi crimini e colpe che non debbono ripresentarsi nel futuro, di ciò che è il suo senso.

