…la Terra…(1)
Avere 62 anni non significa “distare” “n” da un punto “zero” indietro nel tempo. Significa solo sapersi dare piu o meno ragione delle cose in proporzione al contenuto che si ha.
Allo stesso modo, le cose, non “distano” “n” numeri dalla loro origine, ma recano in sè la ragione che si è sviluppata in loro.
In questo modo, il tempo, non è l’età di qualche cosa, ma invece essenzialmente la memoria che se ne ha, di cui si dispone e di cui si sa dare racconto, platonicamente.
In questo modo, un semplice sasso è ciò che ha rotto il vetro del vicino e ha tenuto poi fermo il palloncino di un bimbo. Con ciò, il senso dell’età delle cose non insiste solo in ciò che è la loro funzione.
Quando quindi guardiamo una vallata, un tramonto, un fiume, l’orizzonte marino, una distesa desertica, facciamo semplicemente ritorno alla visione trascendentale della nostra memoria, sia che abbiamo veduto la cosa che vediamo, ma ancora di piu’ se non l’abbiamo mai vista.
Ognuno di noi, quindi, figlio di padri, nipote di nonni, bisnonni, trisnonni e avi perduti, quando vede qualcosa, non vede con i soli occhi, naturalmente, nè con i soli sensi di un presunto tempo presente. Anzi, diciamo pure che senza tale memoria trascendentale, manca addirittura la possibilità della memoria, in quanto si scambiano significati per sensi.
Ragion per cui, la vera ragione del passato, consiste nell’attribuzione di un senso di ciò che sarà l’immediato futuro dentro di noi.