…la pecora…
La più antica attività che si conosca praticata dall’essere umano, è la pastorizia. Essa viene naturalmente prima addirittura dell’agricoltura, poichè implicava la presenza di elementi autoctoni della natura, quali gli ovini e l’erba. Per male che gli poteva andare, all’uomo pre-civile (consideriamo l’agricoltura un “certo” grado di civiltà poichè implica una società che ne richieda la continuità…) non mancavano le risorse alimentari, che poteva trovare naturalmente a sua disposizione, poiche non tutti gli animali erano e sono feroci.
La culla della civiltà, la Grecia, viveva di pastorizia e di pesca, come sarebbe sufficiente anche a noi industrializzati se solo fossimo in un numero ragionevole e ragionevolmente distribuito sul globo. Tuttavia, i dettami di alcune religioni, ideologie incluse, hanno ipotizzato una procreazione infinita, aumentando indefinitamente quindi il rapporto sociale, ad un non ben chiaro e manifesto fine.
Sorge reale il dubbio se il fine della procreazione illimitata fosse un dettame della civiltà, poichè nessun sistema biologico – quale appare anche l’uomo – si accresce illimitatamente.
Tuttavia si possono compiere degli esperimenti mentali, direi Galileiani.
Uno su tutti: il peggiore. In attesa del giorno del giudizio, giorno in cui gli eletti verranno separati dagli ingiusti, gli eletti si ciberanno del loro stesso genere carnale, l’uomo, nella credenza del mostruoso, che esso porti alla vita eterna.
Gli altri, sono tutti migliori. Fagocitacidio compreso.